L’obiettivo 14 nell’Agenda 2030 è dedicato alla tutela di oceani, mari e risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Scopriamolo nel dettaglio!

La tutela del mare: perché è importante e come attuarla

Nel 2015 l’Italia, insieme ad altri 193 paesi, ha sottoscritto l’agenda 2030 stilata dall’Onu per lo sviluppo sostenibile. Un insieme di obiettivi da raggiungere per dare un futuro migliore al Pianeta e ai suoi abitanti. All’interno di questo piano d’azione l’obiettivo 14 è interamente dedicato agli oceani e alle risorse marine. La cura dei mari è fondamentale per uno sviluppo che possa garantire alle generazioni future il sostentamento necessario. Le acque dei mari sono importanti a livello economico, alimentare e per l’ecosistema degli esseri umani. Scopriamo come l’obiettivo 14 dell’agenda 2030 si propone di tutelarli

PERCHE’ GLI OCEANI SONO IMPORTANTI? 

Prima di illustrare nel dettaglio l’obiettivo 14 dell’agenda 2030 è necessario fare una premessa. Si deve comprendere perché un intero punto dell’agenda 2030 è dedicato agli oceani. Un aspetto centrale da tenere in considerazione è la loro importanza a livello ecologico, economico e alimentare:

  • a livello economico le aziende marine ricoprono circa il 5% del PIL globale e sono più di 200 milioni le persone a essere legate al lavoro nelle industrie ittiche marine;
  • a livello ecologico gli Oceani assorbono circa il 30% dell’anidride carbonica contribuendo in modo significativo a ridurre l’impatto del riscaldamento globale;
  • a livello alimentare le acque marine sono la più importante fonte di proteine al mondo e per più di 3 miliardi di persone costituiscono la risorsa primaria di proteine.

 Direttamente collegata a tutti questi punti c’è un aspetto fondamentale da tutelare e preservare: la biodiversità marina. Gli oceani ricoprono tre quarti della superficie terrestre e le loro acque sono il 97% di tutta l’acqua del pianeta, nella loro vastità ospitano milioni di specie viventi di cui solo circa 200.000 sono state identificate. La biodiversità marina e costiera è indispensabile all’essere umano che la sta gravemente intaccando incurante delle conseguenze. Vediamo come. 

INQUINAMENTO MARINO ED ESSERI UMANI 

A causa delle attività del genere umano sul pianeta il 40% delle acque marine sono intaccate da:

  • diminuzione ed esaurimento delle riserve ittiche;
  • distruzione e perdita di interi habitat naturali;
  • inquinamento di cui l’essere umano è una delle principali cause

 

Negli ultimi anni il consumo di pesce è aumentato esponenzialmente rendendo la sovrapesca un problema grave che sta riducendo significativamente le riserve ittiche. A questo aspetto si affiancano pratiche irrispettose degli habitat naturali delle specie viventi: metodi di pesca aggressivi e distruttivi rendono inospitali i mari. 

Parallelamente diventa sempre più impellente il problema dell’inquinamento marino: ogni anno gli oceani accolgono tra i 4,8 e i 12,7 milioni di tonnellate di plastica. Le creature marine muoiono a causa di questi rifiuti che nella quotidianità vengono usati pochi minuti, ma poi restano negli oceani per centinaia

di anni creando danni irreparabili. Sempre più vivo è il tema delle microplastiche, piccole particelle derivanti anche dal deterioramento del materiale che entrano nel ciclo alimentare di diverse specie. Questi fattori hanno reso urgente agire sulla tutela dei mari, ecco perché è stato stilato l’obiettivo 14 dell’agenda 2030

OBIETTIVO 14: I TRAGUARDI

L’obiettivo 14 dell’agenda 2030 si apre con una nota sull’importanza degli oceani e sull’impatto negativo del genere umano su di essi. Tuttavia la parte più importante è quella in cui vengono illustrati quali sono i traguardi da raggiungere per la tutela di queste acque così preziose. Ecco cosa afferma. 

Entro il 2020 avremmo dovuto:

  • proteggere e ripristinare l’ecosistema marino;
  • regolare la pesca riducendo gli eccessi, l’illegalità e combattendo i metodi di pesca che non rispettano l’ecosistema;
  • eliminare i sussidi alla pesca intensiva e non rispettosa dell’ambiente;
  • tutelare le aree costiere e marine preservando almeno il 10%.

Ci sono altri obiettivi che hanno scadenza nei prossimi anni:

  • ridurre l’inquinamento marino;
  • sostenere economicamente gli stati in via di sviluppo incentivando un uso sostenibile delle risorse marine e dare accesso alle risorse ai piccoli pescatori artigianali e ai mercati marini;
  • Combattere l’acidificazione degli oceani.

OBIETTIVO 14: ALCUNI PUNTI DI RIFERIMENTO 

L’obiettivo 14 si conclude dando due punti di riferimento da seguire e applicare. Uno è il diritto internazionale che si trova nella Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare da applicare per potenziare la conservazione e l’utilizzo sostenibile degli oceani e delle loro risorse. L’altro riferimento sono le linee guida della Commissione Oceanografica Intergovernativa sul Trasferimento di Tecnologia Marina che ci invitano a:

  • sviluppare la tecnologia marina attraverso ricerca e diffusione;
  • aumentare la conoscenza scientifica;
  • migliorare la salute dell’oceano;
  • aumentare il contributo della biodiversità marina allo sviluppo dei paesi emergenti.

AGIAMO SULL’INQUINAMENTO MARINO

Di fronte a questi obiettivi possiamo pensare che solo le potenze internazionali possano agire e ottenere risultati significativi. Invece non è così, nel quotidiano possiamo diminuire la quantità di rifiuti che produciamo e ridurre l’inquinamento marino. Ad esempio possiamo:

  • usare buste della spesa riutilizzabili, anche quando andiamo a fare shopping;
  • evitare frutta e verdura confezionata nella plastica, andiamo dal fruttivendolo e portiamo dei sacchetti in stoffa anziché usare i sacchettini usa e getta;
  • riutilizziamo i barattoli di prodotti che possiamo ricaricare o comprare sfusi. In questo senso R5Living ci viene incontro proponendo dei Kit per la pulizia della casa composti da flaconi riutilizzabili e ricariche dove sia le confezioni sia le spugne sono biodegradabili. 

L’obiettivo 14 dell’agenda 2030 ci accompagna lungo un percorso di presa di consapevolezza. Ci spiega quanto e come siano importanti gli oceani a livello economico, alimentare ed ecologico, e propone dei traguardi e obiettivi da raggiungere. In fine, in questo articolo, abbiamo voluto dare uno spunto concreto e applicabile nel quotidiano per sentirci anche noi parte attiva del cambiamento. La Giornata Mondiale degli Oceani si celebra ogni anno l'8 giugno e offre l'opportunità di riflettere sui benefici che gli oceani possono garantirci e sul dovere di ciascuno di noi (come individui e comunità) di interagire con gli oceani in modo sostenibile, in modo che i bisogni attuali siano soddisfatti senza compromettere quelli delle generazioni future.

Quest’anno l’obiettivo è quello di proteggere almeno il 30% del nostro pianeta blu per un oceano e un clima sani. Solo così sarà possibile proteggere i sistemi di supporto vitale, in particolare le interconnessioni di oceano, clima e biodiversità

Raggiungere la sostenibilità è un percorso che dobbiamo fare insieme!

#WorldOceanDay #WeAreOceanic #OnlyOneEarth